— Bisognerebbe, perchè almeno valesse qualcosa, che potesse cancellare il nome che porto.
— Ohimè, pur troppo questo è impossibile.
Donna Vittoria rise amaramente.
— È impossibile, vedete?
Tacquero: il coraggio, l’impeto di Zaverio erano svaniti ad un tratto: gli avvinghiava il cuore uno strano malessere.
Sua madre, quando egli tornò a casa, si avvide, dal suo pallore, che qualcosa di penoso gli era accaduto. La poveretta non aveva più pace. Essa studiava dì e notte il modo di strappare il figliuolo a quel tormento che glielo consumava.
Da qualche mese egli le aveva promesso di accompagnarla a Reggio, suo paese, e differiva sempre la partenza.
Quella sera tornò a rammentargli il progetto ed ebbe la consolazione di trovarlo insperatamente arrendevole.
Quand’ella gli fe’ osservare che anche lui aveva bisogno di svago, rispose: