Il capitano rispose senza la menoma spavalderia:
— Nessuno di loro mi ha mai fatto un simile elogio.
Poi s’alzò e s’inchinò profondamente per sortire.
— Rimanete, disse imperiosa la baronessa.
Il capitano si trattenne ma rimase in piedi.
Donna Vittoria soggiunse:
— Difatti voi avete fama di coraggioso. Ma si sa, noi donne non ci fate degne del vostro orgoglio. Siete tutti vili con noi. Ma i vostri riguardi mi sembrano impertinenze quanto e più delle vostre audacie: tanto come dirci: non vi temiamo. — Povero pretesto per arrogarvi il vanto di forti! Ma credete, sul serio, che siamo deboli? Badate, capitano, potrebbe darsi che voi vi trovaste ora di fronte una nemica formidabile; se mi saltasse il ticchio di castigarvi?
— Accetterei il castigo.
— Vedremo, sclamò la baronessa, rizzandosi d’un balzo contro Zaverio e saettandogli un’occhiata che lo fe’ rabbrividire. E, dopo una pausa:
— Sapete almeno quello che dite?