— Dio bono, nulla più di quelle frequenti e moleste infermità che noi donne siamo avvezze a sopportare in silenzio, per non infastidirvi voi altri.
— Ma, soggiunse poi, la vostra visita ha certo un altro motivo; non pretendo tanta franchezza; ve lo dirò io. Ecco. Voi avete ragionato così: — io sono riuscito, comunque sia, ad interessare quella donna; nella sua solitudine ella avrà pensato a me, non bisogna mai trascurare un’avventura — perciò dopo un sapiente e calcolato indugio, stamane, rannodandovi la cravatta, avete esclamato: — andiamo oggi, chissà, mi vedrà volentieri. — Avete ragione, ho pensato a voi in questi giorni, disse poi corrugando la fronte.
— Voi siete implacabile, mormorò addolorato il capitano.
— Vi pare?
Un sinistro sorriso le contrasse le labbra.
Zaverio disse:
— Donna Vittoria. Vi assicuro che, dopo quella tal sera, io non avrei mai osato ricomparirvi dinanzi....
— Vi ho tanto spaventato?
— Voi mi avete fatto entrare: cacciatemi adesso se credete.
— Ah! voi siete davvero troppo umile — siete così anche cogli uomini? coi vostri nemici?