L’indomani sera, dopo cena, Gustavo passeggiava nell’orto. Karl gli si accostò furtivo e lo pregò di seguirlo.

Ella lo aspettava.

S’avviarono alla casetta in fondo all’orto, dove abitava la Krimilth col montanaro e con la sorella che le facevano da custodi. Sull’uscio, Karl gli disse con tono in cui il rispetto velava a stento la diffidenza:

— Non la fate inquietare, signore, — ella è tanto cagionevole.

Gustavo entrò che il cuore gli batteva forte.

Krimilth era nella strombatura della finestra in fondo; gli fece cenno d’accostarsi.

S’appoggiarono al davanzale e tacquero entrambi lunga pezza.

Il torrente scorreva mormorando innanzi a loro.

Karl e la sorella stavano in silenzio accanto al fuoco.

Krimilth susurrò nell’orecchio del compagno: