Era suo difatti; chi l’avrebbe mai detto? aveva trovato il suo tiranno.

Bettina chiuse la camera che aveva diviso col marito, e s’installò senz’altro in quella di Riccardo.

Egli si trovò forzato in una galera d’amore.

Egli odiava quella donna e si lasciava amare, divorare da una passione sfrenata piena di febbre e di delirio.

La sua potenza di ragazzo viziato e gracile si trovò soggiogata dalla volontà di una donna malata.

Bettina si sentiva morire: e questa era la sua forza.

Una notte Riccardo, svegliandosi in sussulto, la vide che si dibatteva sotto la stretta di un’angoscia violenta.

— Oh la sua maledizione mi attira: egli mi vuole!

— Chi?

— Giovanni!