Più in là, alla cantonata, vide che invece di scendere verso Chiaia, prendeva la strada della città. Lo fermò.

— Dove vai?

— Bisogna che andiamo al villino per mare, disse il giardiniere, voltandosi di malagrazia.

— Sta bene, disse Zaverio.

E, senz’altre obbiezioni, lo seguì per chiassoli e vicoletti e gradinate in piazza del Plebiscito.

Passarono davanti al caffè d’Europa.

C’era il barone, al solito suo posto accanto alla porta verso Toledo, dove tutte le sere, prima di recarsi al Club, passava un’ora o due a leggere i giornali.

Gabriele attraversò la piazza, discese verso la marina.

Allo svolto del Nettuno, Zaverio lo fermò di nuovo.

— È donna Vittoria, gli chiese, che ti manda?