— Per tornare al discorso, disse l’Assante, il capitano Zaverio, le cause non importano, è completamente mutato.
— E notate, soggiunse il Russo, egli avrebbe adesso tutte le ragioni d’essere felice: ha avuto la promozione... è sposo.
— È sposo?
— Sicuro; con una giovanetta che egli adora.
Il barone e il capitano che discorrevano all’altro capo della sala si erano in questa avvicinati.
— To’ si parla di te, tu sei sposo?... e non mi dici nulla!
Il capitano alzò le spalle e disse:
— Se gli dai retta!...
— Come, non è vero forse? sclamò il cavaliere Russo.
— Ora capisco, riprese il barone rivolto al capitano, ora capisco il perchè non ti si può mai avere! Figuratevi, baronessa, che, se non lo trovavo oggi sull’uscio e non lo costringevo colla forza ad entrare non avrei potuto oggi presentarvi uno dei miei migliori amici.