Quando si furono rimessi in cammino, Karl disse a Gustavo:

— Dateli a me per la Krimilth, le dirò che voi gli avete colti e le farà piacere.

Gustavo acconsentì di buon grado e mise a profitto la viva riconoscenza del montanaro per parlargli ancora della giovinetta e chiedergli il perchè la si tenesse a quel modo nascosta.

— Il signor Peyrat e la Edvige vestono fino, ma hanno intelletto grosso, non conoscono punto la Krimilth e n’hanno vergogna.

— Vergogna, perchè?

— Perchè le fan torto.... ella ha la disgrazia d’esser cieca....

— Cieca! — sclamò Gustavo, e rammentandosi del breve colloquio della prima sera con lui stupì grandemente.

— Ell’è nata così, — riprese Karl.

Gustavo era certo che gli aveva parlato del sole.... aveva detto che «abbagliava». Come poteva saperlo lei questo?

Karl soggiunse: