Oramai ella si sentiva le ossa tanto indolenzite che neanche quel riposo le serviva. Guardava Riccardo con un’aria di tedio supremo e di rivolta.

— Fortunato lei, — disse finalmente, — che può coricarsi!

Riccardo prese una risoluzione eroica:

— Vada a riposare nella mia camera.

Ella accettò subito; e con che riconoscenza!

Ma, appena era uscita, egli si pentì e pensò con rincrescimento alle dolcezze del proprio letto.

Era appena la mezzanotte. Cosa avrebbe fatto fino al mattino?

Dopo un’ora la sua irritazione era al colmo, il sacrifizio di passar la notte intera in quella camera lo esasperava, il suo egoismo insorgeva contro Bettina; in fin dei conti vegliare il marito era il dovere di lei; — pensava al modo di snidarla.

Si agitava per la camera colla speranza di svegliarla.

Difatti ella lo chiamò sommessamente per nome.