— Or bene, dammene una prova. Entra con me: suggelliamo la nostra relazione con un bicchierino, come usavano i nostri vecchi. Terminiamo insieme questa notte, che, credo, sarà memorabile per entrambi.
Spinse il cancello, e, attraversando di sbieco un portico, chiuso nel fondo per tutta la sua lunghezza dalla vetrata di una serra, lo condusse a sinistra in una camera a terreno illuminata da una lanterna cinese e ingombra di curiosità preziose.
— Eccoci nel mio appartamento di scapolo, disse il barone. Posso ben chiamarlo così perchè la signora non ci viene mai. Ed io non entro nel suo da gran tempo: le nostre due esistenze rimangono l’una vicina all’altra, senza quasi incontrarsi. Io da questa parte: ella di là.
E trattolo alla finestra che s’apriva entro la serra, allora, in luglio, interamente scoperta, gli indicò di faccia un altro quartiere che faceva esatto riscontro a quello dov’erano loro. Fra queste due ali, — spiccandosi dall’edifizio di fondo che le riuniva e doveva contenere, al pianterreno il portico d’entrata e sopra le sale comuni, — s’avanzava un corpo di fabbrica basso, d’un solo piano, quasi interamente nascosto da vilucchioni di glicine e clematiti e da gruppi di arboscelli.
— Quello divide le nostre serre e i nostri cortili perfettamente simmetrici. Simmetria cui, dentro, non risponde quella delle abitudini. E guardate là quel lume appannato fra i festoni di verzura, sotto il terrazzo all’altro capo della serra; è il bagno della baronessa: ella ci sta in questo momento. È il solo luogo dove, con mille precauzioni, nascosto dietro una porta, io posso, di quando in quando, senza soggezione vederla.
S’interruppe e aggiunse cupamente:
— Io odio quella donna ed ella mi odia; ma l’adoro come forma. Se se ne accorgesse, la sua parola ucciderebbe l’incanto.
Albeggiava: un vago chiaro scuro dava alle cose degli effetti fantastici.
Il vento era cessato; il cielo era sempre nuvoloso. Il giovane non poteva staccar l’occhio da quel misterioso finestrello chiuso da una lastra di alabastro, onde si spandeva in mezzo al fogliame una luce rosea e fioca.
Ad un tratto il barone disse: