— Baronessa!
Vittoria ebbe un lampo di gioia insperata, ineffabile:
— No, così! essa gridò. Vittoria! Vittoria!
Zaverio tese ambe le braccia e si lasciò cadere su lei, che ebbe la forza di sostenerlo: le loro fronti si urtarono, i loro volti rimasero l’uno contro l’altro.
Un tremito convulso agitò le membra del giovane; egli ripetè con un filo di voce:
— Vittoria.... Vittoria....
Poi lo sforzo si allentò; egli ricadde nel seggiolone, spossato, affranto.
Donna Elvira prese pel braccio la baronessa, la tirò fuori della camera e con grande violenza le disse:
— Voi siete dunque colei che me l’ha così ridotto!
E senza darle tempo a rispondere, le gridava: