Non si è molto propensi ad effettuare questo vasto programma, tanto più che la manovra di stazione non fa perdere che pochissimo tempo alle navi, che possono porsi in ormeggio e prepararsi a ripartire in 15 o 20 minuti.
Dalla punta di Kabret noi possiamo contemplare a destra il bacino dei piccoli laghi amari, che noi abbiamo testè percorso; ed a sinistra quello dei grandi laghi amari, che fra poco attraverseremo. Quest'ultimo bacino fa l'effetto di un piccolo mare interno, avendo 24 chilometri di lunghezza sopra 8 di larghezza media. La parte centrale era un giorno occupata da un banco salino di uno spessore che raggiungeva perfino i sei metri, formato da strati deposti successivamente dal flusso e dall'evaporazione delle acque del mare. La parte superiore di questo banco di sale era ad 8 o 9 metri sopra al livello del Mediterraneo.
Il bacino dei laghi amari, che contiene circa 1,500,000,000 di metri cubi di acqua, fu colmato dalle acque dei due mari.
Le acque del Mediterraneo vi furono condotte per le prime nel mese di maggio del 1869, ed a partire dal mese di agosto quelle del Mar Rosso concorsero alla colmata fattasi completa al 24 ottobre di detto anno.
Si è per questa splendida opera, che ebbe termine la costruzione del canale, la cui inaugurazione ebbe luogo, come è noto, il 17 novembre 1869.
È meraviglioso il pensare, che invece di questa bella distesa di acqua azzurra non vi esisteva, 30 anni or sono, che un bassofondo paludoso cosparso di pozze d'acqua salmastra e si comprende perfettamente come l'uomo che ha realizzato per forza di volontà e di perseveranza questa prodigiosa trasformazione possa aver creduto alla possibilità di creare un mare interno nella Tunisia, che doveva condurre sul rovescio del monte Atlas gli azzurri flutti del Mediterraneo e modificare profondamente il clima di una parte della Tunisia e dell'Algeria.
Nell'ammirare la superficie scintillante dei laghi amari ed i lontani profili delle loro sponde si comprende pure come Ferdinando Lesseps abbia voluto divenire l'artefice del mare interno africano, di cui il Comandante Roudaire fu il vero apostolo.
Ma eccoci giunti al momento fissato per la partenza e noi c'imbarchiamo di bel nuovo sul «Vigilante», ove la tavola per la colazione venne imbandita, durante la nostra fermata a terra, ed è, comodamente seduti davanti a un desco riconfortante, che voghiamo in questo momento verso il faro, che trovasi al Sud dei laghi amari.
Questo faro segna il punto dove il canale entra nei laghi, ed a 15 chilometri in avanti un altro faro, il faro Nord, ne segna la ripresa; fra questi due fari il fondo varia dai 9 ai 10 metri; non si è più in un canale, ma in una vasta distesa d'acqua, in cui si naviga come in un mare libero senza limite alcuno di celerità; cosicchè succede sovente di vedere delle vere corse (matchs) fra le navi, che si seguono e cercano di oltrepassarsi.
Ed è appunto quello che si offre al nostro sguardo fra i due piroscafi, che sono dietro di noi.