Noi vediamo due legni davanti a noi, i quali vanno essi pure verso il Nord; li oltrepassiamo successivamente, perchè noi camminiamo colla velocità di 10 nodi, vale a dire 18 chilometri e mezzo. La prima che incontriamo è una nave inglese, Orestes; il secondo è un vapore francese, il Cachar, che trasporta ufficiali e soldati francesi della Cocincina.
Ecco poco dopo un altro battello che porta bandiera turca, è una nave di guerra il Merykh, che riconduce truppe dal Iemen. È una meschina nave da guerra, che la più piccola palla da cannone metterebbe a fascio.
Il bacino dei piccoli laghi amari si va gradatamente allargando; poi ad un tratto sparisce e poco dopo abbiamo davanti agli occhi la bellissima distesa d'acqua dei laghi amari; ieri noi l'abbiamo già veduta dalla ferrovia, oggi l'attraversiamo; ma prima noi ci accostiamo al ponte di Kabret per ammirarla dalla terraferma.
Kabret è una punta della costa africana all'ingresso dei grandi laghi amari, venendo da Suez.
Prima dell'allargamento del canale era stazione, e funziona ancora provvisoriamente per dare ordini di fermata o di libero passo alle navi provenienti dal Nord, sino a tanto che sia ultimato l'allargamento a Chalouf; dopo del che la stazione di Kabret non avrà più ragione di esistere.
Si visitano gli Uffici del Movimento e del telegrafo, come pure gli alloggi del Capo Stazione e dei suoi dipendenti; tutti quegl'edifizi costrutti con stile semplice ed appropriato al clima sono tenuti in modo inappuntabile: si vede al primo colpo d'occhio che vi regna ordine e disciplina come sopra una nave di lungo corso, e questa impressione favorevole ci viene confermata da un alto funzionario del canale, che ci accompagna.
La stazione è alimentata di acqua per mezzo di un piccolo canale derivante dal canale di acqua dolce, che attraversa il deserto. Un molino a vento rialza quest'acqua in un serbatoio, che la distribuisce in tutte le parti dell'abitato; ogni casa può avere in tal guisa un giardino ed un orto, e tutto l'insieme forma una verdeggiante oasi in mezzo al deserto.
Tutte le stazioni sono a un dipresso impiantate sullo stesso modello; in tutto ve ne sono 12, scaglionate sul percorso del canale. In ciascuna stazione esiste un posto semaforico e telegrafico eguale a quello di Kabrat.
Prima le navi non potevano incrociarsi che nei siti di stazione. Per l'avvenuto allargamento del canale l'importanza delle stazioni è di assai diminuita; quanto prima non saranno più utilizzate, che quali semplici posti di osservazione incaricati di tenere a giorno il servizio centrale del passaggio delle navi ed, in via eccezionale, comunicare ordini ai Comandanti di dette navi. Infatti al termine dei lavori in corso i bastimenti potranno incrociarsi lungo tutto il percorso del canale, eccezione fatta dei punti che sono in curva. Nelle parti in linea diritta l'incrociamento si farà in base a norme prestabilite ed in qualunque punto; ma una delle navi dovrà, come prima, scartarsi nella più vicina stazione per lasciar passare l'altra.
Le navi non potranno in qualunque punto incrociarsi in marcia, che quando si venisse ad allargare ancora il canale di altri 27 metri, di modo che esso avrebbe metri 64 di larghezza sopra una profondità di metri 9 circa; il che lo renderebbe un vero Bosforo collegante i due mari. Questo però è un semplice progetto, che non verrà mai realizzato.