Greg. Erminio non mi ha detto nulla, sono certo che lui neppure lo immagina.
Werle. Ma chi fu allora?
Greg. (con voce triste) La mia povera madre, l’ultima volta che la vidi.
Werle. Tua madre!... Dovevo immaginarlo, voi altri due andaste sempre d’accordo. Essa anzi ha sempre cercato di alienarmi la tua affezione.
Greg. Non fu lei, ma la vista di quello che dovette sopportare prima di morire.
Werle. Ma se non aveva nulla da soffrire.... almeno meno delle altre; con la gente stravagante, già difficilmente si va d’accordo e ne parlo per esperienza. Ora tu, dopo tanti anni torni per lanciarmi calunnie che credevo dimenticate e contro tuo padre.... Gregorio alla tua età dovresti occuparti di qualche cosa di più utile.
Greg. (triste) Lo so, lo so.
Werle. (con voce carezzevole) Ti sentirai il cuore più libero. A che ti servì rimanere alle miniere tanti anni non volendo che il solo stipendio di uno scrivano? Fu una sciocchezza da parte tua.
Greg. Se non fossi sicuro direi....
Werle. Ti comprendo, non vuoi nulla da me. Ebbene ora ti si presenta l’occasione per renderti indipendente.