MASSIN. Poiché a te piace, il fa. Scipion si avanza; parlargli io vo'. Raggiungerotti in breve.
SCENA SECONDA
SCIPIONE, MASSINISSA.
MASSIN. Scipione, io mai piú lieto non ti abbraccio, che quando io riedo vincitor: piú degno mi pare allor d'esser di te.
SCIP. Gran parte dell'armi nostre, o Massinissa, omai fatto sei tu; di gloria fabro a un tempo a me tu sei: quindi sa il ciel, s'io t'amo; e tu lo sai.—Ma, dimmi: (al roman duce or non favelli; al tuo Scipion favelli) riedi tu, dimmi, vincitor davvero?
MASSIN. Cirta espugnata, e per mia man distrutta; rotto e disperso ogni guerriero avanzo del morto re…
SCIP. Che parli? e ignori ancora, che respira Siface?…
MASSIN. Oh ciel! che ascolto?..
SCIP. Spento in battaglia, è ver, la fama il volle. Ei nella pugna ferito cadea, ma non grave era il colpo; e preso quindi da Lelio, entro al mio campo ei prigioniero…
MASSIN. Vivo è Siface? in questo campo?…