SIFACE Oh Massinissa!… Infra il bollor della feroce immensa tua passíon, raggio di speme ancora traluce a te; vinto non sei, né inerme, né prigioniero: or tu d'altr'occhio quindi le umane cose miri. Ma, si asconde sotto serena imperturbatil fronte, entro il mio cor, piú strazíato assai del tuo, si asconde tal funesta fiamma, tal dolor, tal furor, cui vengon manco i detti appieno… A riamato amante ignoti sono i miei martirj… Ah! crude tanto or son piú le mie gelose serpi, quanto piú veggio Sofonisba intenta a smentire magnanima gli affetti del piagato suo core. A duro sforzo il suo coraggio indomito mi tragge; ma degno sforzo.—Ambizíon, vendetta, gelosa rabbia, ogni furor mio ceda al solo amore.—Or, piú che a mezzo il nodo è sciolto giá. Donna, mi ascolta. Io t'amo, per te soltanto, e non per me: ti voglio quindi pria sposa ad altri dare io stesso, pria che per me vederti estinta invano.

SOFON. Che ascolto? Oimè!… Ch'osi tu dirmi?…

SIFACE I preghi, spero, udrai tu del tuo consorte: e dove non bastin preghi, gli ultimi comandi n'eseguirai.—Di Massinissa sposa tu quí venisti:… a Massinissa sposa io quí ti rendo.

SOFON. Ah! no…

SIFACE Tu, che salvarla non tua potevi, or che l'ho fatta io tua, meglio il potrai.—Per sempre, addio. Seguirmi nullo ardisca di voi.

SCENA QUINTA

MASSINISSA, SOFONISBA.

SOFON. No, non v'ha forza, che me rattenga or dal seguirti.—Addio,… Massinissa…

SCENA SESTA

MASSINISSA.