— No...

Poi Giacomo scuote leggermente il capo e mormora:

— No... mio... nipote... è... con quella stracciona, la figlia... della ciarlatana...

E resta a bocca aperta.

Un gemito fa voltar Giulio dalla parte della porta. Maria è là tremante contro lo stipite; essa l’ha seguito, ha udito tutto. Pasquale è dietro di lei nel vano dell’uscio.

Giulio accorre e gli dice:

— Menatela via, menatela via!

Pasquale obbedisce e porta la contessina, quasi di peso, nel tinello e l’adagia sopra una ricca poltrona. È la poltrona del salotto ottagonale, che Giacomo tre anni prima ha fatta recare per sè dal castello.

La povera Maria è mezzo svenuta e mormora:

— Mio Dio, che brutte cose!... — E singhiozza ed abbrividisce.