— Me lo sono guadagnato!...

— Non volevo che persuadervi a non fare una cosa che...

— Una cosa che voglio fare... Sono ancor io... il padrone qui... tu non sai ancora dov’hai i piedi... te lo dico io... e giusto perchè me ne vuoi imporre... se quella... stracciona... domani... non... esce... la... faccio... cacciare colla forza... vedrai!

Queste parole mettono nuovamente fuori dei gangheri la pazienza di Giulio, che dice a bassa voce con amarezza profonda:

— Debbo dirvi che quella che voi volete cacciare... è... la mia sposa!

— Ah!... lo... sapevo!... dice Giacomo ricadendo accasciato sul seggiolone.

Egli è stremato di forze, le sue labbra si agitano come per parlare; ma per lunga pezza non riescono a modulare alcun suono.

Un silenzio sinistro succede al diverbio tempestoso. Finalmente il vecchio si risolleva sulla persona e voltosi a Giulio gli dice con voce fioca e tremante di sdegno:

— Tieni... a mente... che... colei... là... la figlia della ciarlatana non entrerà... qui dentro...

— Sta bene; non entrerà...