— Oh gli uomini sono più costanti di quel che si crede... Io vi assicuro... per me il consacrare la vita a una donna che mi avesse tutto sagrificato mi sembrerebbe poco.

Il discorso aveva recato fra loro una certa intimità. Zaverio teneva, per distrazione, la propria mano sopra quella di lei.

Ad un tratto essa la ritrasse e disse senza asprezza:

— Difatti non potreste mai restituirle il rispetto di sè stessa.

IX.

I rabbuffi di donna Vittoria s’erano fatti più radi: ella si abbandonava con maggiore confidenza alla conversazione; trattava Zaverio amichevolmente e il suo linguaggio non rifuggiva da quelle vivacità che hanno un’intonazione molto simile alla tenerezza.

Il suo contegno era sempre irreprensibile, severo: ella non era disposta ad accordar delle licenze — e tanto meno a tollerarne. Ma la sua fierezza aveva delle distrazioni, commetteva delle inavvertenze.

Come tutte le donne veramente caste non sentiva la necessità di vegliare su sè stessa e di prevenire le tentazioni che la sua bellezza doveva suscitare. Certo ella non era complice della imprudenza con cui il suo piedino irrequieto spuntando improvviso rialzava le gonne e scopriva una caviglia perfetta — e neppure della fedeltà con cui la sua veste disegnava le forme elette della sua persona.

Ma a Zaverio ne fremevano i polsi.

Ed ella, che con uno sguardo sapeva reprimere la sua adorazione, non si curava di evitarla; soltanto gli faceva morire sul labbro le parole che gli traeva dal fondo del cuore.