— Colei ha dunque incontrato un uomo onesto. Capitano, disse poi, voi vi ricordate di essere un gentiluomo.... qualche volta.
Zaverio piegò il capo sotto il rimprovero della baronessa, la quale soggiunse bruscamente:
— Non so perchè facciamo questi discorsi.... che m’interessano a me?
Zaverio le domandò perchè gli avesse dato appuntamento per quel giorno.
Allora la baronessa mutando umore ad un tratto gli disse che non voleva nulla, che era stato un capriccio, per inquietarlo e per cimentare la sua pazienza, ed aggiunse con bonarietà:
— Voi dovete attribuire alla febbre le esagerazioni e le stravaganze dei giorni scorsi. Stavo tanto male! Ora sto bene, non pensiamo altro a quelle malinconie.
Il capitano, commosso della insperata indulgenza, voleva ringraziarla; lo trattenne il timore di risuscitare ricordi sgradevoli. Con impeto tutto meridionale, si chinò, prese il lembo dell’ampia veste di lei e la baciò.
Poi, subito, uscì discretamente.
V.
Donna Vittoria sul punto di salutarlo gli aveva detto: