La baronessa era convalescente da una malattia grave.
Don Primicile Assante, il fisiologo da caffè, soprannominato Teoria, attribuiva a questa crisi il repentino mutamento nelle maniere della signora e aveva sollecitato l’onore di esserle presentato per studiare in lei il suo famoso sistema della trasformazione dei temperamenti. Naturalmente egli aveva subito trovato il suo conto e una moltitudine di indizi, di argomenti per confermarsi nelle proprie idee. La baronessa a cui avevano parlato di questo suo ticchio, ci pigliava spasso grandissimo. — Con un vago sorriso pieno d’ironia lo stava ascoltando mentre egli le dimostrava con una inesauribile facondia come e qualmente i caratteri, i temperamenti sieno mobilissimi, e basti una malattia od anche una commozione a mutar i sanguigni in nervosi, i biliosi in sanguigni.
— Voi ne siete una prova chiarissima: biliosa, ipocondriaca fino a pochi mesi fa, avete mutato subitamente carattere, io, materialista, direi temperamento. La malattia ha dato sfogo agli umori che vi corrompevano il sangue; l’ha depurato dalla linfa soverchia; voi siete tutt’altra da quella di prima.
— Come sapete questo? domandò donna Vittoria.
— Potete voi negarlo? Non è vero forse? Verissimo. Voi ammettete di aver cambiato carattere. Ebbene a questo cambiamento, dirò così, morale, corrisponde inevitabilmente una alterazione fisica. Anzi le due cose non ne fanno veramente che una sola. Io, materialista e fisiologo, le esprimo tuttedue col solo sostituire, a quella vaga e indeterminata parola carattere, quest’altra temperamento ugualmente generica ma più definita, temperamento che vuol dire qualità e quantità e proporzione costitutiva, ordine e intensità di funzioni e vuol anche dire inclinazione e sentimento. Ora statemi bene a sentire quanto importi tener conto di questo fatto della mutabilità di temperamento. Scendiamo alla pratica. Facciamo una brutta supposizione: che voi non vi sentiste bene e aveste bisogno di una cura. La medicina, si sa, non è che uno stimolo, un aiuto alle tendenze buone, alle forze riparative della natura. Bisogna dunque poterle conoscere e valutare: sapere donde vengano, dove mirano. Voi siete cambiata, una rivoluzione è succeduta in voi; e il vostro medico, uno dei soliti praticanti mal pratici, un mestierante, cosa fa? o vi conosce da molto tempo e vi cura come avrebbe potuto farlo prima: o è nuovo, e, ignorando i vostri precedenti fisiologici, trascura i resti dell’antica individualità che, secondo l’indole loro, bisogna distruggere o rinforzare; quindi o una cura sbagliata, — o una cura monca, insufficiente. Vi persuade? Vi raccomando invece la superiorità del mio sistema: io faccio un doppio processo, d’induzione e di deduzione. Per l’uno risalgo al passato, per l’altro discendo all’avvenire: indago e prevedo. Vi sorprende? colla stessa certezza con cui mi sento di presagirvi un nuovo sviluppo della nostra vitalità, un periodo più ricco e più vivace, potrei descrivervi tutte le primitive inclinazioni, le vostre più intime abitudini....
La baronessa, che l’aveva ascoltato ridendo e sbadigliando un poco, aggrottò subitamente il ciglio; la sua faccia bianca si tinse leggermente; un breve tremito contrasse il sorriso del labbro. Piantò gli occhi in viso al dottore e disse:
— Sentiamo, dunque.
Don Primicile non si scompose: soltanto, smessa con una mobilità ammirevole la solennità cattedratica, le diè un’occhiata insinuante, poi rifacendosi serio ad un tratto:
— Ah se la signora permetterà ch’io le faccia una visita; e mi accorderà un colloquio....
— Impertinente, mormorò la baronessa fra i denti.