Giovanni gli saltò al collo! era venuto apposta a proporglielo; ma quel lusso l’aveva intimidito.

A Salerno bisognava andar subito; non c’era tempo da perdere.

— Parti insieme con noi?

— Conduci anche tua moglie?

— Sì, non posso lasciarla sola: sua madre è morta. Ti spiace?

— No, figurati, soltanto vuol essere un grande impiccio; ad ogni modo ci aggiusteremo.

L’incontro di Riccardo con Bettina si compì senza lusso di cerimonie o di sentimentalismi inutili. Non fu una riconciliazione: bensì un tacito accordo di due egoismi costretti per il momento a tollerarsi: — però senza pregiudizio delle ostilità eventuali.

Ma Giovanni non scrutò la cosa troppo addentro; felice per la facilità insperata della convivenza si abbandonò, colla generosa codardia di chi ama davvero, a quella doppia soggezione, a quelle due devozioni che gli erano necessarie.

S’installarono in una fattoria, fuori di Battipaglia un qualche miglio, quasi sulle sponde del Sele.

Il loro quartierino si componeva di sole due camere e una cucina, che serviva anche da tinello. — Il tutto arredato alla peggio. In così angusto spazio, nella intimità necessaria di quella vita, passarono senza inconvenienti tutto l’inverno.