Un lieve calpestio s’udì nell’andito.

— Cos’è? mormorò la baronessa cui il volto divampò subitamente.

Concetta colla docilità della schiava si mosse.

Il barone le sbarrò l’uscio e disse:

— Vado io.

In quella scoppiò un grande fracasso di una stoviglia che va in pezzi.

— È il cane, brontolò il marito.

La baronessa allora impallidì, gli diè uno sguardo terribile e disse alla serva:

— Andiamo.

La cameriera le buttò sulle spalle l’accappatoio, le calzò le pianelline di raso ricamate in oro, ed uscirono.