Egli si fe’ umile e supplichevole.
— Almeno, soggiunse, ditemi il pericolo che minaccia il dottor Giulio. — Quel bravo signore mi ha fatto da padre; io gli devo tanto, gli devo tutto, se stava in lui io sarei felice.... io non posso lasciarlo perdere.... dite, ditemi il modo di salvarlo.... egli ha una grande famiglia.
E si torceva le mani e parlando singhiozzava....
Il giovane lo lasciò dibattersi e scalmanarsi, lo osservò freddo, impassibile; poi disse:
— Amico, voi avete quasi l’aria di galantuomo, ma il mestiere che fate è tutt’altro....
E atteggiò il labbro a un sorriso di profondo disgusto.
Siro non capiva.
Il giovane soggiunse alzando la voce:
— Voi avete recitata la scena benissimo, e ve ne faccio i miei sinceri complimenti; avete delle belle doti e non mancherete di far carriera. Avete giusto la pieghevolezza del rettile per strisciar lontano. — Però sentite — con me è tempo perso; oramai i vostri padroni, che certo ascoltano dietro quella porta, sanno che voi avete fatto il vostro dovere di spione zelante e fedele.... dunque che volete di più? — perchè mi seccate colla vostra odiosa presenza? — andate e lasciatemi in pace.
Siro colle mani giunte lo pregava: