Dovette permettere, per calmarlo, che l’odiata baronessa ritornasse e riprendesse dominio sulla sua creatura.
Quando donna Vittoria comparve pallida come un cadavere, egli si quetò, le prese le mani in silenzio, se la tirò sul petto e la tenne così abbracciata un gran pezzo.
Poi, subitamente, si scosse, ridiventò inquieto e volle alzarsi.
— Vieni, andiamo, le disse.
Ella pendeva dalle sue labbra, un filo di speranza le rimaneva.
— Che tuo marito non ci trovi più, mormorò a bassa voce Zaverio, andiamo.
La baronessa, presa da violentissima angoscia, vacillò un minuto; poi il sentimento del proprio cómpito la sostenne.
Zaverio volle uscire; bisognò compiacerlo.
Lo menarono, facendogli fare altra strada, alla casa della baronessa.
Quivi, si addormentò fra le braccia di lei.