— Voi siete il mio mal genio e io vi amo, abbiate pietà di me.... abbiate pietà.

Ciò non era previsto.

Donna Vittoria, smarrita, straziata, non sapeva che fare: cercava invano un consiglio.

Allora il dottore affrettò la simulazione del suicidio; sparò la pistola e si lasciò cadere sul limitare del salotto.

Zaverio balzò in piedi esterrefatto, un tremito convulso gli squassava la persona.

Un lampo d’intelligenza gli balenò negli occhi.

Egli si appressò vivamente al dottore che giaceva immobile a terra, lo guardò attentamente un gran pezzo; si passò la mano sulla fronte come per raccogliere i suoi pensieri, poi, tentennando il capo, disse lentamente:

— Non è lui, non è lui quello che ho ucciso io.

Vittoria gli gettò le braccia al collo singhiozzando.

Egli la respinse e si allontanò dà lei.