— Perchè mi trattenete dunque? Io non mi sarei mai appressato a voi se voi non l’aveste voluto.

Donna Vittoria tacque ma il suo volto prese una fiera espressione di minaccia.

— Sentite, disse poi Zaverio, la mia colpa è grande, ammetto. Ma per quanto grande ella sia voi mi avete duramente punito. Oh, credetelo, le mie sofferenze valgono oramai le vostre. Ebbene mi sono lagnato mai? Potevo essere più sincero, più sommesso? non vi ho consacrata tutta la devozione di cui uomo sia capace?

La collera di lei si riaccese.

— La vostra devozione! ma che volete che io ne faccia? La vostra devozione! può forse liberarmi dal purgatorio in cui vivo, dalla vergogna del nome che porto?

Questa volta fu lei che prese la mano di Zaverio e scotendola vivamente aggiunse a denti stretti:

— Se potesse far questo miracolo io la ricambierei con tutta la mia riconoscenza.

E lo fissava cupidamente e aspettava ansiosa la sua risposta.

— Ah! sclamò Zaverio, se voi mi voleste il bene che io vi voglio!...

— Ebbene?