— Non gliene avete voi insegnato il modo? rispose la baronessa.
Egli comprese allora quanto ridicolo egli fosse in quel mentre, non aggiunse parola ed uscì.
XI.
Zaverio fu di parola: chiese un congedo di due mesi e, mentre aspettava la decisione dei superiori, si astenne dal tornare in casa di Ruoppolo.
Ma, ottenuto il congedo e fissato colla madre il giorno della partenza, parendogli d’essersi irrevocabilmente impegnato e premunito contro ogni possibile pentimento, corse da donna Vittoria.
La trovò in giardino.
Era pallidissima e parve turbata dal rivederlo.
— Che vi è accaduto? gli domandò quasi con premura.
— Sono stato malato.
Era vero: egli aveva avuto la febbre tutti quei giorni.