—Sì, una bella cosa lucida dove si vede il volto, e che Maria chiamava specchio. Glielo donasti tu quest'estate, quando salivi a pascolare l'armento.

—Ma io non sono mai salita a pascolare l'armento, e non ho mai veduta tua sorella, e non le diedi nessuno specchio.

Un fenomeno strano si svolgeva in Maria, come se una vampa di fuoco le toccasse il volto, per cui si avvide di diventare così rossa e con quel colore strano ch'ella aveva osservato molte volte sulle guancie di Mària; mentre il cuore sembrava arrestare i suoi battiti sotto l'impressione di uno sgomento infinito.

La pastora, ingannandosi sul significato di quel rossore, si affrettò a dire:

—Se desideri uno specchio, è presto fatto. Fra pochi giorni ritorna mio cognato, che è stato a lavorare nelle mine. Egli ne avrà uno certamente, e te lo porterà.

—Le mine!—esclamò Maria, sentendo crescere l'ignoto sbigottimento.—Conosci tu le mine?

—Io no.

—E non ne parlasti a mia sorella?

—Se ti dico che non l'ho veduta mai!

Maria non aggiunse altro.