—Facendo gli sposini affettuosi? Ci ricorderemo i tempi antichi: le scioccherie del primo anno di matrimonio—disse con sarcasmo Emma.

—Io le aveva dimenticate—rispose prontamente il marito.

Si guardarono in viso, scambiando un'occhiata da duellanti che si riscontrano di prima forza.

—Ma forse io sono un'egoista, a pretendere di sequestrarvi per una giornata intiera. Domani non avete altri impegni?

—No, alcuno: avendone, li lascerei.

—Grazie, di nuovo; per questa sera, poi, siete assolutamente libero: io non ho bisogno di compagnia.

—Come, di compagnia?…

—Certo, io rimango qui stasera. Attendo le mie robe, come vi ho detto: ed intanto mi occuperò ad ordinarle, a disordinarle in modo che sembrino essere state sempre qui. Ma a voi non voglio dare maggiori fastidi; uscite, ritornate a quell'ora che vi piace: fino alle dieci di domani siete un cittadino indipendente.

—Infatti dovrei andare ad un ballo; pure, se volete, rimango.

—E perchè? dovremmo fare conversazione, e fra noi non ci è da dire niente più.