Cascata di Edermieh.
Un gruppo di sette grandi isole precede la Cascata di Edermieh, che comincia all'estremità dell'isola di Doulka e si prolunga per 5 chilometri al di là dell'isola Archichi; ivi il fiume si rinserra notevolmente e presenta gravi difficoltà alla navigazione. Tuttavia la Cascata di Edermieh viene sempre superato nelle alte acque. Succede talvolta che le barche provenienti dall'Egitto impiegano troppo tempo nel superare i difficili passi che mano mano incontrarono nel rimontare il fiume e sono sorprese dalle acque basse nell'affrontare la Cascata di Edermieh, il che le obbliga ad aspettare la piena successiva per continuare la loro rotta pel Nilo; in questo caso i passeggeri preferiscono di abbandonarla al loro destino e dirigersi verso Chenay e Berbera per la via del deserto.
Cascata di Bahak.
A 12 chilometri circa dall'isola d'Archichi il Nilo è di nuovo ostruito dalla grande isola di Kandy, la quale altro non è che un'immensa e nuda rocca attorniata da una quantità di isolotti e di scogli che ingombrano i due rami del Nilo in tutte le direzioni sopra una lunghezza di 4 chilometri.
Banchi di sabbia di una grande distesa ed appena coperti durante le alte acque aumentano ancora le difficoltà della navigazione.
I piloti delle Cateratte pretendono, e forse con ragione, che quantunque la Cascata di Bahak sia breve in confronto alle altre, tuttavia riesca una delle più pericolose fra quante la natura ha seminate fra Khartoum ed Assouan.
In capo alle Cascate, il fiume si ristringe ad una larghezza di soli 280 metri per causa del ravvicinamento di due speroni che si partono dalla catena di monti costeggianti le due sponde.
Su questi speroni esistono rovine di antichi fortilizi.
Il canale che si appoggia alla destra sponda, più largo di quello che corre lungo la riva sinistra, manca di fondo; esso è impraticabile anche nel momento più favorevole delle piene ordinarie.
La navigazione è per conseguenza costretta a servirsi del canale della sponda sinistra; ma nel periodo soltanto delle alte acque.