L'uno è rossiccio, poroso, friabile ed incontrasi nel Fazoglou. Nel Senaar si manifesta meno rosso e tendente al colore grigio. È il vero terreno per grano e per tutti gli altri cereali in genere.
L'altro terreno è nericcio e ricco di materie organiche. Nonostante la sua forza produttrice, che è enorme, gl'indigeni poco lo coltivano, e lo utilizzano invece per la pastorizia.
La vera riunione dei due Nili (bianco ed azzurro), in cui effettivamente la mescolanza delle loro acque è compiuta, trovasi a 15 chilometri al disotto di Khartoum.
Da questo punto e per un percorso di 70 chilometri la larghezza del Nilo è costantemente variabile: corre in seguito con una velocità media di m. 2,75 per secondo incassato fra i monti Agaba, catene rocciose che lo stringono, elevandosi maestose e quasi verticalmente al di sopra del suo corso.
Quivi il letto del Nilo si riduce ad una larghezza di 200 metri; è cosparso di alti fondi formati da roccie di granito, e la sua valle si limita ad una semplice striscia di terreno invasa dalle piene.
Il corso del fiume a 18 chilometri dopo di avere varcati i monti Agaba incontra una rocca gigantesca, che si eleva a più di 200 metri al disopra delle più alte piene.
Quest'isola rocciosa è chiamata collo stesso nome del monte che si eleva sulla sponda destra, Raoyan.
Il monte Raoyan a destra ed il monte Adjour sulla sponda sinistra segnano il principio del Sabaloka, ossia della sesta Cateratta.
L'isola, il monte Raoyan ed il monte Adjour sembrano aver formato un tempo un solo massiccio, in mezzo al quale il Nilo fu costretto a crearsi di viva forza un passaggio per scendere al Nord.