Naturalmente i locali destinati alla scuola elementare maschile dovrebbero rispondere a tutte le esigenze della didattica e dell'igiene.

Così si pratica presso le altre scuole straniere. La scuola commerciale poi si può considerare come una derivazione della scuola elementare; se questa vive rigogliosa, anche quella produce risultati soddisfacenti.

In quanto a scuole italiane, oltre quelle dei due grandi centri, Cairo ed Alessandria, ve ne sono pure a Port-Said e lungo l'alto Egitto affidate ai missionari francescani, con sussidio del Governo italiano.

Sempre si deplora che la nostra influenza in Egitto vada di giorno in giorno scemando; ma parliamoci a cuore aperto: non solo al Governo italiano, ma anche alla parte più facoltosa ed influente della colonia spetta l'impedire questa decadenza col proteggere ed incoraggiare le nostre istituzioni.

Solo in questo modo e non altrimenti si potrà tenere alto il nome italiano, mantenendo vivi nella colonia i sentimenti patriottici, i quali si esplicano non con vane parole, ma coi fatti.

Solo in questo modo e non altrimenti si ritornerà a raccogliere i frutti delle gloriose tradizioni della patria nostra, tradizioni che diffusero il nome e la civiltà italiana in quelle memorande contrade in tempi in cui le altre nazioni d'Europa non pensavano che a costituirsi internamente e non ad espandersi colonialmente in altri paesi, come praticano oggigiorno.

Alcune note sulla Missione cattolica dell'Africa centrale.

Il Vicariato apostolico dell'Africa centrale venne costituito da Gregorio XVI con Breve 3 aprile 1846 ed ebbe limiti estesissimi. Infatti al Nord confinava coll'Egitto e con Tripoli, all'Est con il Mar Rosso, l'Abissinia e la regione dei Gallas, al Sud si estendeva sino al 12º di latitudine australe, all'Ovest fino ad una retta tirata dal lembo occidentale del Fezzan al fiume Niger, confinando col Vicariato apostolico della costa di Benin.

I primi missionari per l'Africa centrale giunsero a Khartoum l'11 febbraio 1848 e vi fondarono la prima stazione.