Come ben si può comprendere, per interessi umani, la parte Séfi va ogni giorno aumentando, mentre il Rod diminuisce; tanto più che nel Séfi si possono ottenere due ed anche tre raccolti, il che ne raddoppia il valore.

In media i terreni di buona qualità e ben custoditi rendono al proprietario sino al 35% e questo col semplice affitto all'agricoltore (fellah) il quale poi ne ricava a sua volta un utile proprio.

Si comprende quindi quanto mai vantaggiosa sia la riduzione dei Rod in Séfi; ma al dire degli intelligenti agricoltori, è necessario abbandonare all'inondazione periodica del Nilo tutte le loro terre, almeno ogni dieci anni, e questo perchè il genere di prodotto agricolo, specialmente dell'alto Egitto, qual è la canna di zucchero, stanca moltissimo il terreno, in cui viene fatta la semina.

Si osservano tuttora considerevoli estensioni di terreni non coltivati, benchè inondabili, e ciò perchè la terra essendo troppo grassa da una efflorescenza di sali tale da rendere non possibile la coltivazione. Si potrebbe scongiurare questo grave inconveniente con frequenti inondazioni di questi terreni, che permetterebbero al sale di sciogliersi e venir coperto dalla melma depositata dall'acqua; come pure si potrebbe trasportarvi sopra terra magra di altre località.

Ma tutto questo richiederebbe una spesa non indifferente ed il proprietario non pensando al grande utile avvenire preferisce lasciare quel terreno incolto.

Come si vede, la terra non ha bisogno di aiuto dalla mano dell'uomo per fecondare i vari semi; essi vengono gettati nell'autunno e poi tutto è abbandonato all'opera della natura, la quale in tre mesi circa dà tutto il suo prodotto completamente maturo.

Il contadino non ha timori per l'avvenire del suo raccolto; non pericoli di tempesta, di siccità o di altro frangente; tutto è sicuro e la sola fatica si riduce nel seminare e nel raccogliere.

La canna di zucchero viene soltanto seminata nell'alto Egitto e per una tratta di 250 chilometri circa. Questa canna viene poi lavorata in numerose fabbriche appartenenti la maggior parte al governo egiziano; da queste fabbriche si ottiene soltanto lo zucchero greggio.

La canna dello zucchero viene seminata in canna appena raccolta; dai numerosi suoi nodi si sviluppano i nuovi fusti.

Attualmente sono in via di progetto la costruzione di grandi serbatoi per l'alto Egitto, per riunire all'epoca della piena una certa quantità di acqua e distribuirla poi nella magra nei vari canali irrigatori dei Séfi.