Dobbiamo all'intelligente ed instancabile egittologo Mariette se, col consenso Khédiviale, potè far sgombrare l'intero tempio dai Fellahs, assegnando loro altra dimora. Ora si presenta in perfetto stato e può considerarsi come la meglio conservata costruzione dell'antico Egitto. Senza punto esagerare si può asserire che se gli antichi sacerdoti di Edfou potessero uscire dai loro sepolcreti per rendere un'altra volta omaggio al Dio Oro (l'Apollo-Febo dei Greci) ed alle altre divinità della Valle del Nilo, troverebbero ogni camera, ogni locale sotterraneo, ogni scala perfettamente al posto loro, e potrebbero questi servi della divinità percorrere con pompa solenne la stessa strada votata alle processioni. Dato poi il caso che nel loro lungo sonno avessero dimenticato l'uso e la destinazione dei vari locali, iscrizioni meravigliosamente conservate rammenterebbero loro l'antico rituale.
La necropoli di Edfou giace tuttora profondamente sepolta nelle sabbie. Dopo di avere visitati la Mammisi (sala della nascita) ed il pozzo sacro che si trova a fianco del tempio, si ritorna al battello, e levata l'àncora si volge la prua verso Gebel-el-Silsileh.
Sabato 23 Febbraio.
Di buon mattino si visitano le cave di Gebel-el-Silsileh; indi il vapore continua a rimontare il Nilo sino a Komombo e dopo breve sosta si riparte per giungere nella stessa sera ad Assouan.
Approdando a Gebel-el-Silsileh si trovò la spiaggia assolutamente deserta, mentre nei tempi andati formicolava di operai, di naviganti, sacerdoti e pellegrini.
Sulla sponda destra del fiume, dove stanno le cave, i monti orientali, già chiamati da Erodoto Montagne arabe hanno la base di granito, sienite, porfido e diorite a tinte più o meno cariche.
Verso il Sud questi monti si collegano alla regione alpestre dell'Abissinia. Sono ricchi di bellezze naturali, di pittoresche vedute, e le maestose pareti delle roccie sono intersecate da vene di svariati colori.
In questi monti trovasi un prezioso e terso alabastro giallognolo, che venne in tutte le epoche impiegato per diversi generi di lavori.
Gli antichi Egizi tenevano in grande pregio la diorite verde-scura, che soleva impiegarsi per la costruzione di sarcofaghi, statue, sfingi e simili.