—Che voi siete il suo amante.

—Ella ha detto così?—tornò ad esclamare l'accusato, esprimendo con la voce e con lo sguardo l'impossibilità di credere alla rivelazione.

Il Ferpierre restò un poco in silenzio a considerarlo.

La meraviglia di quell'uomo pareva sincera. La nihilista aveva dunque mentito? E perchè? Quale motivo poteva averla spinta a confessare una cosa che doveva riuscire di pregiudizio alla propria reputazione? Se anche, ribelle a tutte le convenzioni, il pregiudizio non le importava, bisognava pure che ella mirasse a uno scopo nel dire la menzogna! Ma non aveva piuttosto detta la verità, e il principe non se ne stupiva appunto per il danno che questa confessione doveva produrre ad entrambi?

—Ha detto ella stessa così!—ripetè il magistrato.—-Ve ne stupite?

—È falso!—rispose il principe.

—Da quanto tempo la conoscete?

—Da tre anni.

—Come?

—Ero amico dei suoi fratelli.