—Se fosse arrivato cinque minuti prima,—soggiunge la signora,—avrebbe trovato qui il suo amico.
—Oh, davvero? che peccato!
—È stato così gentile,—ripiglia la signora,—da venir da noi, per ringraziarci di ieri. Non c'è veramente di che; noi non abbiam fatto nulla, o al più quello che han Tatto le altre signore, che non prendevano parte all'accademia. Ma che bella festa, non è vero, signor Morelli? e come è bene riuscito in ogni parte il programma! Una giornata indimenticabile; e indimenticabili, prima d'ogni altra cosa, i suoi versi.
—Troppo buona, signora mia, troppo buona. Erano versi tirati un po' giù, per l'urgenza, e certamente avevano bisogno di lima. Ah, perchè la signorina Kitty non ha voluto recitarli?
—Lei sa come è poco sicura di sè, quella cara figliuola. Per giuocare, per camminare, per ridere, non la passa nessuno; ma recitare dei versi, salire sul palco scenico, fosse pure in Corsenna, non è il fatto suo. Del resto, di che cosa si lagna? i suoi versi sono stati recitati benissimo.
—Le pare?
—Sì, con una grazia adorabile.—
Ho capito; la consegna è di trovar tutto bene. E frattanto Galatea non si vede spuntare.
—Ma con un po' di cantilena, non è parso anche a Lei?—ripiglio, non volendo adattarmi.
—Non me ne sono avveduta; e mia figlia nemmeno, che anzi ne è rimasta incantata al pari di me. Ma gli autori sono incontentabili, se lo lascia dire? Ed hanno ragione, vagheggiando essi un ideale, che forse non è possibile raggiungere in terra. Ma Lei, signor Morelli, si lasci anche far complimenti per la sua valentia di schermitore. Il signor Terenzio Spazzòli, che di queste cose se ne intende benissimo, l'ha proclamato uno spadaccino di prima forza.