Rose color di sangue

fioriscono in giardino.

.... Il sole a tratti sfolgora

dalle nubi—e si cela:—

un'afa ardente vela

la purità dell'aria

che vibra di fermenti

acuti e d'echi spenti,

e attossica il silenzio

d'un languore felino.

.... Rose color di sangue

fioriscono in giardino.

Purpuree sono, e tragiche

come divelti cuori.

Oh, perchè mai non gocciola

sulle foglie e sull'erba

il flusso dell'acerba

ferita?... O forse l'aria

lo beve avidamente,

e per esso è vivente,

e per esso t'inebria

col ricordo di amori

perduti?...—O rose, tragiche

come divelti cuori!...

V'è il mio fra essi.—È solo

ove il verde è più folto.

Sbocciò fra un raggio e un battito

d'ali e un ronzìo di maggio-

-lino, in questo bel Maggio

d'amor, senza saperlo.

Di novella prestanza,

di novella baldanza

si avviva—e del disìo

d'esser côlto—e travolto.—

.... Rinato è il cuore—solo,

ove il verde è più folto.

.... Rosa d'ebbrezza, flammea

rosa del sogno, è tardi.

Perchè non puoi rinascere

ogni giorno, ogni giorno

con grazie fresche—e intorno

a te fiori sbocciare,

e rondini garrire,

e le frasche stormire,

e la vita rinfonderti

i suoi succhi gagliardi

eternamente?...

O cuore,

è tardi, è troppo tardi....

[pg!151]

[VERITÀ]

Credevi di conoscere il dolore,

tu!... T'ammantavi del suo fosco manto

con ampi gesti di tragedia,—e il pianto

t'era una voluttà, come l'amore!...

Ora che l'incontrasti a viso nudo,

a cuore nudo, il tuo dolore, or tenti

un riso, e taci; o pur, se parli, menti

la calma: ed il mentir t'è orgoglio e scudo.

Dici a chi t'ode: «Nova maraviglia

sempre, la vita, e dolce a chi l'intende!»

.... Gocciola intanto il sangue, e si rapprende

sotto l'unghia che i visceri ti artiglia.

[pg!155]

[QUELLA CHE DORME]

Quella che è stesa sul crocicchio, il lasso

corpo abbattuto al par d'un sacco informe,

d'un così immoto e duro sonno dorme

che il suo viluppo si confonde al sasso.

Per quali impure vie, da che remoti

sentieri d'ombra al lastrico sonoro

giunse, ove sete di potenza e d'oro

scaglia le sue pugnaci orde d'ignoti?...

Un carro può sventrarla, un fiotto umano

travolgerla.—Chi sei, povera carne?...

che storia narran le tue membra scarne

di miseria feroce e pianto vano?...

.... Dormi.—Ti sveglierai quando verrà

l'uomo che nella tua sudicia e magra

forma una pura argilla di Tanagra

scoprir, comprare ed adorar saprà:

e tu, stupita, avrai profumi per le

trecce, e monili ai nudi polsi, e trine

sulle giovani membra serpentine,

e intorno al collo sfavillìi di perle:

piccola principessa della strada,

vestirai di lusinghe il tuo dominio;

e il riso e il bacio insanguinar di minio

saprai, come s'insanguina una spada.

[pg!159]

[CONTADINA]

Bestia opulenta e morbida, che ridi

a me col riso de' bei denti bianchi,

tu somigli alla terra; ed i tuoi fianchi

dan figli come il solco dà la spica.

L'anima tua non t'è fatta nemica,

perchè d'averla tu non sai, nè pensi.

Hanno il tuo sguardo gli orizzonti immensi.

Le zolle han la tua forza e il tuo turgore.

Sia che falci, a meriggio, i prati in fiore,

o ammucchi, a vespro, in auree biche il fieno,

o all'ignudo poppante offra il tuo seno,

o spannocchi sull'aja o lavi al fonte,

ombra non v'ha che turbi la tua fronte,

femmina che bevesti alle sorgenti

di giovinezza, e ridi co' bei denti

di lupatta, e per tutti i sensi godi

cantando sulla terra che dissodi.