[IL SILENZIO]

Tu che sussulti a un batter d'ali, ed hai

il nodo del silenzio sulle labbra

color di cenere!...

Perchè taci, e tremando te ne stai

rinchiusa in una torre di tristezza?...

E pure sei così giovine ancora,

così soave è ancor la tua bellezza!...

Non so il tuo male.—Tu mi sembri oppressa

da un cilicio nascosto, che flagelli

la carne fragile,

perdutamente al suo poter sommessa;

e un'ebbrezza indicibile ti è data

forse dal tuo soffrir senza parola,

se al lamento la bocca è sigillata;

se le mani s'aggrappan con terrore

a un mobile, ad un muro, a un davanzale,

per trattenerti

di scagliare il tuo corpo e il tuo dolore

dalla finestra!...—Ma perchè patire

senza rivolta?... Io non lo so, il tuo male;

ma t'insegnerei, forse, a non morire.—

Senti come garriscono le rondini

bianche e nere, nell'ora del tramonto.

Pel ciel s'inseguono

stridendo, in cerchi rapidi e giocondi.

Non hai pensato mai che forse un giorno

fosti la rondin che a Novembre fugge

verso il sole, e nel Marzo fa ritorno?...

Non ti senti quelle ali dentro il cuore

batter, folli d'azzurro?... non lo senti

che tu sei libera

come la rondinella del Signore,

e che sol per gioirne Iddio ti diede

l'anima tua piena di raggi, ardente

di sogni, aperta ad ogni pura fede?...

Vuoi ch'io ti regga al volo?... Oh, non tremare

forte così.—Non ti dirò più nulla.—

Lagrime e lagrime

io verserò su te senza parlare:

su te, che in una torre di tristezza

ti chiudi, e in fondo l'ami, il tuo martirio,

e vi sfiorisci con la tua bellezza.

[pg!137]

[IL SEGRETO]

Spirò stanotte, senza dir parola.

Chi su lei pianse la coprì di rose

bianche, e i capelli in fronte le compose,

poi la lasciò nel gran silenzio sola.

Già intorno agli occhi e a le mascelle forti

si decompone il glacïal pallore.

Odor d'ambra e di ceri: odor di fiore

sfatto—e la calma estatica dei morti.

Ma la bocca che tace è però chiusa

sinistramente, un po' contratta, come

pietrificata su un lamento, un nome

caro, un comando, una suprema accusa.

Chi sa?... Volea la moribonda, forse,

d'un pesante segreto finalmente

purificarsi l'anima, languente

da tanto tempo tra le ferree morse

del silenzio: volea per la sua pace

ultima, forse, chiedere perdono,

o dir, chiudendo gli occhi: «Io ti perdono....».

.... Ma in cor per sempre il suo mister le giace.

Sta fra i neri capelli il sigillato

volto sì dolce un giorno, e par che dorma,

e par che avvolga la marmorea forma

l'ombra del sogno che non fu svelato:

sta la parola che non fu mai detta

sulla bocca di spasimo e di pietra:

dura, solenne, appassionata, tetra,

tace in eterno, ed in eterno aspetta.

[pg!141]

[FIORITA DI MARZO]

La fioritura vostra è troppo breve,

o rosei peschi, o gracili albicocchi

nudi sotto i bei petali di neve.

Troppo rapido è il passo con cui tocchi

il suolo—e al tuo passar l'erba germoglia

o Primavera, o gioja de' miei occhi.

Mentre io contemplo, ferma sulla soglia

dell'orto, il pio miracolo dei fiori

sbocciati sulle rame senza foglia,

essi, ne' loro tenui colori,

tremano già del vento alla carezza,

volan per l'aria densa di languori;

e se ne va così la tua bellezza

come una nube, e come un sogno muori,

o fiorita di Marzo, o Giovinezza!...

[pg!145]

[ROSE ROSSE]