PROSPERO.
O Sire e mio Sovrano, il tuo pensiero non faticare sopra la stranezza di questi fatti. Quando avremo il tempo e fra breve sarà—saprò spiegarti in secreto ogni cosa ed ogni cosa ti sembrerà probabile. Ma in tanto siate felici e di ciascun evento pensate bene.
Ad Ariele.
O spirito, vien qua. Libera Calibano e i suoi compagni e disciogli l'incanto.
Exit Ariele.
O grazioso mio Sire, come va? Vi sono alcuni vostri vecchi compagni che perdeste e che non ricordate.
Rientra ARIELE, trascinandosi dietro STEFANO, TRINCULO e CALIBANO con le vesti rubate.
STEFANO.
Che ognuno fatichi per tutti gli altri e che nessuno si preoccupi di sè stesso perchè qua giù non c'è che il caso.
Coraggio, bravo mostro, coraggio!
TRINCULO.
Se quelle che porto in testa sono buone spie, ecco un meraviglioso spettacolo!
CALIBANO.
O Setebos! Questi son bravi spiriti davvero e come è bello il mio padrone! Io temo ch'egli non mi castighi!
SEBASTIANO.
Ah, ah, che cose sono mai queste, o mio messer Antonio, e si potean comprare?
ANTONIO.
Certamente: uno è un semplice pesce e senza dubbio commerciabile.