SCENA PRIMA

SOFONISBA.

Misera me! che mai sará? qual chiude feroce arcano or Massinissa in petto? Che mai gli disse il reo Scipione? Ah! sempre, sempre il previdi, che fatale a entrambi questo campo sarebbe.—Oh Massinissa!… Or, di pianto pietoso pregni gli occhi, me stai mirando, e favellar non m'osi… Or, con tremanti ed interrotti accenti, tua pur mi chiami: or, disperati e biechi ferocemente asciutti gli occhi torci da me sdegnoso; e su la ignuda terra ti prostendi anelante; e sole invochi con grida orrende le furie infernali… Ah! nel mio petto le tue furie istesse trasfuse hai giá.—Presagio in cor di quanto minaccia a noi questo Scipione, io l'ebbi: tutto antivedo; e in un, di nulla io temo. Or ch'ei, qual debbe, aperto emmi nemico, or io Scipion vo' udire, e far ch'egli oda di Sofonisba i sensi… Ma, chi veggo venir ver me? Fors'io vaneggio?… Oh cielo! Vivo Siface?… in questo campo?… Oh vista!