O gentil vista! O mio dolce
Ariele, m'ascolta in un orecchio.

Gli parla all'orecchio.

ARIELE.

Sarà fatto, o signore.

PROSPERO.

O velenoso schiavo che fece il diavolo all'infame tua madre, vieni qui!

Entra CALIBANO.

CALIBANO.

Che una rugiada malefica qual mai mia madre trasse con la penna di un corvo da palude putrida, cada sopra voi. Che il vento d'Oriente v'investa e vi ricopra di pustole ambedue!

PROSPERO.