« — Vi è qualcuno là dietro, — disse spaurita la sposa.

— «No, — disse il conte.

— «Si,» — essa ripetè.

— Il conte s’alzò, venne alla mia volta, mi vide, mi acciuffò per i cappelli... mi menò due terribili ceffoni che mi fecero uscire il sangue dal naso e dalla bocca, poi aperse l’uscio, mi lanciò fuori e mi sferrò un gran calcio, dicendo:

— «Un’altra volta ti ricorderai che il tuo posto è nella stalla.»

Maurizio dà in uno scoppio di risa.

— Egli rideva come te... la bestia... Ora il mio posto è qui, e i suoi pari... non hanno neppur più la stalla... Fra pochi giorni la unica sua discendente sarà in mezzo alla strada... ed io sarò...

Egli s’interrompe.

In faccia al verone, a un tiro di schioppo, è un poggetto sul quale sta il cimitero nuovo del villaggio; appunto in quella ci portano la vecchia contessa Cristina e s’ode il salmodiare della sepoltura.

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