Si abbracciarono, si baciarono, — il conte uscì.

Poco dopo rientrò.

— Volevo dirti che di tutto l’appartamento lascio padrona... lei...

— Non sarebbe meglio licenziare la casa... e consegnarle i mobili? non conviene ch’ella rimanga là... ti pare?

— Bene, come vuoi... addio, disse il conte.

— Arrivederci, rispose il marchese.

Poco prima che varcasse il limitare gli gridò ad alta voce:

— E coraggio, neh! davvero!

XXIII.

Cinque giorni dopo il conte di Peveragno scendeva colla posta dalla Gran Croce. Nella carrozza un prete savoiardo ed una donna attempata avevano riappiccato i loro sonni mattinali, nutriente ristoro dei vecchi.