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Annotazioni per gl'interpreti.

Clelia: ventidue anni, graziosa, fragile, variabilissima di aspetto e di accento. — Mario: trent'anni, pittore: ha qualche cosa d'inconsciamente affascinante. — Signora Renzi: sessant'anni, aspetto sereno, dolce, modestamente signorile. — Gerardo Carsanti: quarantacinque anni: faccia poco simpatica, occhi lievemente affetti da strabismo, modi o troppo melliflui o troppo ruvidi: veste con esagerata e falsa eleganza. — Signor Brambini: sessantacinque anni, ex capitano borbonico: aspetto bonario. — Beatrice: diciotto anni: è una fanciulla bellina, semplice e mite. — Bartolomeo: circa cinquant'anni, ex maestro di ballo: tipo comico: porta delle scarpine senza tacco e in testa un berretto ben ricamato. — Angiolina: quarantasette anni, rivenditrice di abiti: aria di persona zelante, affaccendata, inframmettente, pettegola. — Fonseca: trentott'anni: medico di poca importanza: vivacità furbesca e cordiale. — Giannetti: quarant'anni: contegno d'uomo di mondo. — Verani: trentadue anni: giovanotto vacuo e stupidamente sentimentale. — Maturi: età indefinibile: galoppino di Carsanti: magro, sparuto, sembra un usciere di tribunale. — Saverio: portinaio d'un palazzetto abitato dal mezzo ceto: un omuncolo bilenco. — Albergatore: è rozzo, burbero. — Teresa: cameriera giovane e astuta. — Giacomo: figura di servo sciatto, inelegante. — Carmela: giovane popolana.

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ATTO PRIMO.

Camera modesta, quasi povera, in disordine. Poche suppellettili tra cui un attaccapanni, una tavola, uno stipetto basso, seggiole stranamente diverse. Sull'attaccapanni, soltanto una sottana bianca. Sulla tavola, un tovagliolo mezzo aggrovigliato e alcune bucce di frutta. Sopra una seggiola, un paio di stivalettini attillati. Sullo stipetto, piatti, bicchieri, forchette, cucchiai, coltelli, qualche bottiglia, qualche vaso di creta. In fondo, una porta senza battenti che lascia vedere una saletta e l'uscio di scala. Accanto a questa porta, una seggiola. A destra, un'altra porta. A sinistra, una finestra.

SCENA I.

ANGIOLINA e PORTINAIO.

(Quando s'alza la tela, il campanello penzolante ad un muro della saletta si agita e strepita. Nella stanza non c'è nessuno. — Silenzio. — Poi, un'altra volta, il campanello strepita. — E di nuovo silenzio. — Quindi si sente la voce pettegola di Angiolina di là dall'uscio chiuso.)

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