Era paonazzo sino alla radice dei capelli e fissava John e Hermione con aria bellicosa.

«Oh, Nora!» esclamò Pat, poi buttò le braccia al collo della sorella e cominciò a piangere e a ridere insieme.

La signora Wright guardava i due fidanzati con un sorriso tirato. John borbottò qualcosa di incomprensibile poi si alzò dalla poltrona, si avvicinò alla figlia e al futuro genero prendendo la mano a entrambi.

«Era ora, pazzi che non siete altro!» esclamò Carter, e passò un braccio attorno alla vita di Pat.

Nora non piangeva. Continuava a fissare la madre. Finalmente Hermione si riscosse dalla propria immobilità e corse a sua volta ad abbracciare Nora. Abbracciò anche Jim e con voce rotta pronunciò alcune frasi senza senso che tuttavia parevano adatte alla circostanza.

Sentendosi solo e isolato il signor Queen sgusciò via alla chetichella.

VI

«Nozze Wright-Haight, oggi»

Hermione preparò i piani del matrimonio come un generale nella propria tenda prepara un grande attacco, circondato da carte topografiche e da cifre rappresentanti le forze effettive del nemico. Mentre Nora e Pat erano a New York per fare acquisti per il corredo di Nora, Hermione aveva lunghi colloqui col sagrestano della chiesa metodista, col fioraio armeno di Wrightsville, col reverendo Doolittle, coi fornitori, col signor Graycee dell’agenzia di viaggi, e infine con John per questioni finanziarie.

C’erano poi le riunioni della stato maggiore costituito dalle signore di Wrightsville.