«Qualunque cosa sia, tesoro, tu sai che tua sorella era sempre stata nevrastenica, forse molto vicina ai limiti della pazzia.»
«Sì, Cart. Mi racconti il resto, Ellery.»
«Pat, si ricorda d’avermi raccontato di essere capitata in casa di Nora, pochi giorni dopo l’arrivo di Rosemary, in novembre, e d’aver trovato sua sorella intrappolata per sbaglio nella dispensa?»
«Il giorno in cui Nora udì Jim e Rosemary litigare?»
«Sì, lei mi ha detto di non avere sentito che la fine della lite, una cosa molto violenta ma senza speciale significato. Mi ha raccontato che Nora non aveva voluto ripeterle quello che aveva udito, ma che aveva la stessa espressione del giorno in cui aveva trovato le tre lettere nel libro di tossicologia.»
«Sì…»
«Deve essere stato quello il momento cruciale, Pat, probabilmente allora, per colpa del caso, di un puro caso, Nora udì tutta la verità. Seppe che Jim e Rosemary non erano fratello e sorella ma marito e moglie e che lei, di conseguenza, non era legalmente sposata.»
Ellery abbassò gli occhi e si fissò le mani.
«La dolorosa realtà del primo matrimonio di Jim sconvolse Nora, distruggendo il suo morale e la sua ragione. Non dovete dimenticare che Nora era spiritualmente debolissima dopo i tre anni di vita completamente innaturale che aveva condotto in seguito all’abbandono di Jim… In quel momento Nora oltrepassò i confini tra la sanità e la follia. E così decise di vendicarsi delle due persone che le avevano rovinato la vita. Decise di uccidere la donna odiata che si faceva chiamare Rosemary e, nella sua mente malata, stabilì che Jim avrebbe dovuto pagare per quel delitto. Lo avrebbe incriminato usando le stesse armi che lui aveva contato di usare tempo prima, e che ora, provvidenzialmente, erano cadute nelle sue mani.
«Nora deve aver preparato i suoi piani molto lentamente. Era in possesso delle tre sconcertanti lettere che per lei non erano ormai più un mistero. Il contegno di Jim contribuiva a dare agli estranei l’idea della sua colpevolezza. E in più Nora scoprì in se stessa un talento eccezionale, quasi un genio per dissimulare le sue emozioni e i suoi reali sentimenti.»