«Ah!» esclamò Ellery Queen, come se quella fosse appunto la notizia che si aspettava. Gli altri rimasero sorpresi.

«Carter mi ha permesso di parlare con quella donna, un minuto fa» spiegò il giudice Martin stancamente. «Dice che aveva noleggiato l’automobile per venire al funerale.»

«E sostiene di aver lasciato il motore acceso per sbaglio» concluse Cart seccamente. «Non c’è dubbio sulla sua complicità, ma se non riusciamo a prendere Jim Haight non potremo incriminare la Roberts. Probabilmente saremo costretti a rilasciarla.» E concluse irosamente: «Ho sempre diffidato di lei!».

«Domenica era andata a trovare Jim» osservò Ellery in tono meditabondo.

«Anche ieri! È probabile che abbiano preso accordi per la fuga.»

Hermy ripeté:

«Povero Jim» e chiuse gli occhi lentamente.

Quella sera, alle dieci, Carter Bradford ricomparve in casa Wright. Andò direttamente verso Pat. La ragazza ne fu tanto sorpresa, che si dimenticò di reagire.

«Tutto sta a te e a Lola, ora, Pat» disse Carter gentilmente.

«Si può sapere di che cosa stai parlando?» chiese Pat con voce tremula e acuta.