«Con me? Ma perché Nora?»
«Perché l’ho accusata ingiustamente di aver parlato alla polizia delle tre lettere e del libro di tossicologia. Quando Dakin ha detto che voleva arrestare Jim, ho perso la testa.»
«Me n’ero già dimenticato. Perché non fa lo stesso?»
Nora gli prese la mano.
«È stato un sospetto orribile. Ma per un momento ho pensato che fosse tutta colpa sua. Vede, credevo che sapessero…»
«Non eri responsabile di quel che dicevi» intervenne Pat. «Ellery capisce benissimo.»
«Ma c’è qualcos’altro» esclamò Nora. «Se posso scusarmi per un cattivo pensiero, non posso cancellare il male che ho fatto a Jim.» Il suo labbro inferiore tremò. «È colpa mia se ora hanno trovato quelle lettere.»
«Nora, cara, sai bene che non devi fare così» pregò Pat in tono carezzevole. «Se continui a piangere, lo dico allo zio Milo, e non ti permetterà più di ricevere visite!»
«Dovevo bruciarle, non so perché non l’ho fatto. È stata una tale stupidaggine tenerle lì in casa! Ma io avevo intenzione di trovare la persona che le aveva scritte… ero sicura che Jim non aveva…»
«Nora» fece Ellery gentilmente. «Cerchi di dimenticare.»