Dakin salutò cortesemente Ellery con un cenno del capo.
«Lieto di vederla, signor Smith. Ora che siamo tutti pronti… Carter, volevi dire qualche cosa?»
«Sì!» esplose Carter. «Volevo dire che sono in una posizione impossibile. Volevo dire…»
Fece un gesto disperato e andò verso la finestra a guardare i campi coperti di neve.
«Ed ora, signora Haight, vuole raccontarmi che cosa è successo la sera di capodanno? Vuole dirmi che cosa ha visto? Ho già sentito il racconto di tutti…»
«E perché no? Che cosa me ne importa?» Nora aveva parlato con voce roca e dovette schiarirsi la gola. Poi cominciò a parlare rapidamente e con voce acuta. «Non ho proprio niente da dirle. Cioè tutto quel che ho visto…»
«Quando suo marito è venuto a offrirle il cocktail, le ha porto un bicchiere particolare o ha fatto in modo che lei ne scegliesse uno piuttosto che un altro?»
«Come posso ricordarmene?» chiese Nora indignata. «È un’insinuazione orribile!»
«Signora Haight.» La voce di Dakin divenne improvvisamente gelida. «Suo marito non ha per caso tentato di avvelenarla prima di Natale?»
«No!» La risposta era stata secca, tagliente.